Ritratti di donne
RITRATTI DI DONNE – Morellini editore

Questa raccolta contiene frammenti della vita di ventotto donne straordinarie raccontati da altrettanti autrici. Attrici, cantanti, ballerine, ideatrici, scrittrici e artiste. Coraggiose e intense. Capaci di lottare per i propri sogni e la propria libertà, come ognuna di noi.
07 Prefazione di Sara Rattaro
09 Agatha Christie – Donatella Colombo
15 Artemisia Gentileschi – Francesca Monaco
22 Astrid Lindgren – Maura Hary
29 Vedova Clicquot – Gisella Fuochi
37 Bette Davis – Eleonora Geria
44 Carla Fracci – Marcella Manca
50 Diana Spencer – Maria Cristina Schiavone
56 Elisabetta II – Marta Carestini
64 Evita Perón – Federica Tronconi
73 Franca Rame – Connie Bandini
80 Gillian Hobart – Stefania Gattei
87 Giuseppina Strepponi – Simona De Simone
95 Janis Joplin – Alessandra Gianoglio
104 Joséphine Baker – Franca Pellizzari
111 Juliette Alvin – Elisa Vincenzi
117 Loïe Fuller – Chiara Buoni
124 Luisa Spagnoli – Alessandra D’Agostino
130 Marianella García Villas – Diane Jacqueline Maffi
136 Marilyn Monroe – Chiara Valseschini
143 Mary Cassatt – Rosa Palatano
150 Mary Shelley – Emanuela Ciafrei
156 Nora Ephron – Selica Brugu
164 Rose Montmasson – Emilia Covini
171 Mrs. Ruth Wakefield – Cristiana Melli
179 Sophie Scholl – Cristiana Mantovani
186 Sylvia Plath – Alessandra D’Alessandro
192 Virginia Woolf – Manuela Fucci
199 Whitney Houston – Margherita Firpo
LA PERFETTA POSIZIONE DEL SACRIFICIO
di Marcella Manca
(su Carla Fracci)
I due tocchi vigorosi alla porta mi fanno sobbalzare, e qualcuno urla: «Carla, è ora!»
Mi guardo un’ultima volta allo specchio e annuisco: sono pronta. Nelle ore passate da sola in camerino ho riscaldato i muscoli, preparato i piedi alle scarpe da punta e ripassato alcune fasi del balletto. Per entrare nella parte, ho sfumato di nero e oro il mio sguardo maturo, e ho infilato l’abito di Giulietta, un manufatto di chiffon color rosso aranciato, che mi ha permesso d’indossare la travagliata anima innamorata della protagonista.
Un bel respiro, e apro. Nelle vene, l’adrenalina scorre già veloce, sento la scarica di energia, una sensazione esaltante.
Tutti i ballerini della compagnia scaligera si stringono sul palco di uno dei Teatri più vivi al mondo, il Metropolitan Opera House di New York, in quell’abbraccio metaforico che cancella rivalità e rammarichi, e insieme, per scaramanzia, urliamo «Merde!».
Poco più in là, nella veste di Donna Capuleti, c’è Margot Fonteyn, la donna, anzi la ballerina a cui devo tutto.
«In bocca al lupo, chérie.» mi sussurra.
La sua presenza è sempre brivido per me. Da quel lontano giorno d’inverno in cui per la prima volta i nostri occhi s’incrociarono e tutto cambiò.
Aprire la porta non da l’esatta sensazione di lei che va.
Gira la frase ad esempio lei apre la porta, fa un bel respiro e fa il primo passo. Mostra lei che va fisicamente verso il palco dove ballerà.
Se sussurra non può esserci il punto esclamativo.













